Vupiesse Italia
News estetica & benessere

La dieta mediterranea migliora velocemente lo stato di salute

Una dieta equilibrata è alla base di una vita sana: noi italiani abbiamo la fortuna di poter contare su una tradizione gastronomica che offre pietanze eccellenti non solo dal punto di vista del gusto, ma soprattutto ricche di micronutrienti come minerali e vitamine, che aiutano il corpo a difendersi dalle malattie: la dieta mediterranea. L’ennesima conferma arriva in questi giorni da uno studio dell’università di Auckland, Nuova Zelanda, che dimostra che la dieta mediterranea è in grado addirittura di migliorare velocemente le condizioni dell’organismo, diminuendo il grado d’infiammazione e dunque il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, Alzheimer, diabete, morbo di Crohn, cancro, in appena 6 settimane.

La coordinatrice dello studio, la dottoressa Lynette Ferguson, ha spiegato che l’infiammazione catalizza malattie umane croniche, tra cui anche quelle autoimmuni; se si adotta una dieta ad alto apporto di acidi grassi omega-3, con abbondante frutta e verdura, noci e cereali integrali, con basso contenuto di farine raffinate, zucchero e grassi saturi, come prevede la dieta mediterranea classica, si riduce la possibilità di incorrere in queste gravi patologie. dieta mediterranea

Lo studio, pilota per una ricerca molto più estesa, ha visto coinvolte trenta persone sane, apparentemente senza infiammazione, che hanno accettato di modificare la loro dieta ricca di cibi raffinati, per un mese e mezzo. Due gruppi: in entrambi i casi è stata somministrata una dieta più sana, priva di glutine, ricca di verdure, frutta, pesce, olio d’oliva e avocado, ma uno dei due gruppi doveva seguire una dieta meno rigida dell’altro. I partecipanti dovevano completare un diario e un questionario sul loro stile di vita. I ricercatori hanno controllato i cambiamenti tramite biomarcatori, compresa la proteina C-reattiva, che misura l’infiammazione.

I risultati? Molto significativi. Gli esami del sangue hanno rilevato una diminuzione dei biomarcatori dell’infiammazione in entrambi i gruppi, ma nel gruppo che aveva seguito la dieta più stretta l’espressione del gene era cambiata in sei settimane. Un ulteriore conferma che dimostra quanto la nostra dieta incida sul nostro stato di salute generale.